Topofilia o vivere lo spazio

Qualche giorno fa il mio amico Ivan P. mi ha parlato della topofilia. Di quel senso di appartenenza, sicurezza e pace che certi luoghi sanno trasmettere. Vivere in un posto non significa solo avere un tetto sopra la testa – la parola “casa” è qualcosa di più ampio, che comprende anche una dimensione emotiva legata ai luoghi. Io, per esempio, non sono nemmeno italiana, ma Givigliana è casa mia. È il mio angolo di pace, il posto che mi calma e mi ispira. Non tanto il paese in sé, quanto tutto quello che lo circonda. Quando cammino nel bosco o prendo un sentiero verso una cima vicina, dentro di me si fanno spazio gioia, serenità e pace. E questo, forse, è ciò che chiamiamo felicità.
Camminare come forma di connessione con i luoghi

Non sarei sincera se dicessi che medito ogni giorno. Almeno non nel senso classico del termine: seduta immobile, ad occhi chiusi, cercando la presenza. Ma ogni giorno mi prendo dei momenti per connettermi, in modo intimo, con gli spazi che mi ispirano e mi tranquillizzano. Sì, entrambe le cose – e spesso allo stesso tempo. Camminare, o correre, è il mio modo per tornare a me stessa, e allo stesso tempo per andare verso il mondo. È un modo di esplorare e diventare consapevole. Di chi sono, perché ci sono, e dove sto andando. Credo di conoscere ogni pietra del sentiero che porta al Monte Crostis, ma ogni volta è una nuova avventura che mi rende profondamente felice.
Il mio belvedere del cuore

Mi alzo presto, ma il momento che preferisco nella giornata non è il mattino – sono le sere tranquille, lassù in alto. Da qualche parte in montagna, di solito sul Monte Crostis. Abbiamo già attraversato insieme tanti cicli, e ormai so dove tramonta il sole in ogni stagione. Attendo quel momento di bellezza eterna ogni volta su una pietra diversa, sdraiata sull’erba, riflettendo su quanto siamo piccoli rispetto alla maestosità e all’eternità della natura. A volte c’è neve, a volte soffia un vento freddo, a volte fa caldo; ogni volta è diverso, anche se il posto è sempre lo stesso. Quando il sole sparisce dietro le montagne, vedo e sento quanto tutto sia fugace. E godere dell’attimo presente è l’unica cosa che davvero abbiamo.

